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Al-Fustat
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mwdwal-Fusṭāṭ (mweain arabo الفسطاط‎mweq?) è il primitivo nucleo urbano che, nel mwegX secolo, in mwewepoca fatimide diverrà mwfaIl Cairo.

Contents

Storia
Note

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Origine del nome

Vi sono due etimologie possibili per spiegare l'origine del toponimo mwgaarabo "al-Fusṭāṭ". La prima collega il nome alla parola mwgqgreca mwggfossaton - a causa del mwgwfossato che circondava la mwhafortezza di Babilonia,cite-ref-1[1] assediata con successo dalle truppe mwiqarabo-mwigmusulmane nel mwiwVII secolo d.C. - mentre la seconda si rifà allo stesso sostantivo arabo mwjafusṭāṭ che significa "tende", volendo ricordare che, proprio davanti alla fortezza anzidetta, il comandante arabo ʿAmr b. al-ʿĀṣ pose gli attendamenti delle sue truppe impegnate nell'assedio.

Una volta costretti alla resa condizionata i difensori nel mwjg641, il mwjwCaliffo mwkaʿUmar ibn al-Khattāb decise che quello sarebbe stata la capitale di governatorato (mwkqmwkgwilāya) dell'Egitto (Misr). Con il proseguire delle conquiste da essa dipese la mwkwwilāya d'mwlaIfrīqiya dalla quale, a sua volta, dipendeva il sotto-governatorato di mwlqal-Andalus, con capitale mwlgCordova.

Storia

Storia antica

Al-Fusṭāṭ, al pari di mwmgKūfa, mwmwBasra e mwnaQayrawān, era un mwnqmiṣr che, in mwnglingua araba, prese a significare "campo fortificato" e proprio da essa e da mwnwKufa partì la prima imponente contestazione degli assetti politico-istituzionali islamici all'epoca del terzo Califfo mwoaʿUthmān ibn ʿAffān, che portarono alla prima gravissima crisi (mwoqmwogfitna).

La città, ingranditasi col passar del tempo fino a diventare uno dei più importanti e popolosi centri urbani dell'intero califfato, riacquistò coscienza del proprio ruolo, come capitale dell'Egitto, solo con mwpaAhmad b. Tūlūn nel mwpqIX secolo e, dopo una breve riconquista califfale e un'amministrazione affidata alla dinastia mwpgikhshidide, l'Egitto fu conquistato dagli mwpwismailiti mwqaFatimidi, il cui lungo periodo di regno si concluse solo all'epoca di mwqqSaladino.

Per quella data però al-Fusṭāṭ era stata soppiantata dalla città del mwqwCairo, che il nuovo potere volle le si sviluppasse accanto, senza soluzione di continuità, seguendo la direttrice NE. Il Cairo divenne non solo il centro del potere politico e militare ma inevitabilmente attirò artigiani e corporazioni che la svilupparono in modo notevole, mentre al-Fusṭāṭ mantenne comunque una sua significativa presenza. Essa però si affievolì alquanto dopo l'incendio che la devastò e che fu forse appiccato dall'mwraImām fatimide mwrqal-Ḥākim ai primi dell'mwrgXI secolo, probabilmente per punire i suoi abitanti dell'opposizione che gli manifestavano tramite libelli ostili alla sua bizzarra e per certi aspetti folle e intollerante politica interna. Un secondo incendio fu provocato nel 1168, sempre dal potere politico: responsabile fu il mwrwmwsawāsiṭa Shawar, che voleva in tal modo impedire ai mwsqCrociati (che s'erano spinti in mwsgEgitto per eliminare il pericolo fatimide) di saccheggiare la città, depredandone le ricchezze.

al-Fusṭāṭ aveva all'epoca mantenuto una sua vitale attività commerciale e non è un caso che la vasta, ricca e colta comunità ebraica della città, vi abbia costituito e costruito varie imprese mercantili e diverse mwtasinagoghe, in una delle quali (la cosiddetta "mwtqGenizah de[gli [Ebrei palestinesi"), ci si dimenticò verso l'ultimo quarto del mwtgIX secolo di procedere al seppellimento rituale dei lacerti di carta, papiro o pergamena su cui comunque compariva il mwtwsacro nome di Dio mentre la stanza riservata al materiale veniva murata.

Della documentazione contenuta comunque in quei lacerti (utilizzati al massimo delle loro possibilità, visto l'alto costo del materiale), a partire dalla data del rinvenimento (fine del mwuqXIX secolo) si è occupato con grande dottrina lo studioso neerlandese mwugShlomo Dov Goitein, che contribuì in maniera decisiva a tracciare uno stupefacente (perché insospettato) quadro economico della società egiziana dell'epoca (mwuwX-mwvaXII secolo), in cui in un clima di sostanziale e diffusa tolleranza fiorirono economicamente ma anche culturalmente i rapporti tra la componente ebraica, cristiana e musulmana mwvqsunnita dell'Imamato mwvgfatimide.

al-Fusṭāṭ è ancor oggi indicata come "Vecchia Cairo" (mwwaMiṣr al-Qadīma) e mantiene una sua significativa presenza economica e culturale grazie alla persistente vivace presenza mwwqcopta. Proprio lungo la linea di confine ideale fra la Vecchia e la Nuova Cairo, antistante alla mwwgmoschea dedicata ad mwwwʿAmr ibn al-ʿĀṣ, si erge il famoso Museo di Arti Copte, insistente sulle rovine dell'antica fortezza di Babilonia.

Note

cite-note-11. Ancora visibile nei sotterranei dell'attuale Museo di Arte Copta.

Bibliografia

mwzaAl-Maqrizi, (a cura di Ayman Fu'ad Sayyid), mwzqal-Mawāʿiẓ wa al-iʿtibār fī dhikr al-khiṭaṭ wa al-athār (opera sulla città, i suoi mercati e i suoi monumenti), Beirut, Institute of Ismaili Studies, 1992

Voci correlate

• mwaqMisr
• mwawIl Cairo
• mwbqEgitto

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiaFustat, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) al-Fusṭāṭ, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.